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Metro F49 Fabbian : un nastro di luce

lampada Metro Fabbian

Metro F49 Fabbian

Nell’architettura di interni, la luce ha un ruolo fondamentale.

Le lampade sono un elemento decorativo che dà personalità e unicità all’ambiente.

Ci sono però spazi e situazioni in cui si vorrebbe rendere visibile solo la luce, senza mostrare l’apparecchio illuminante.

E’ il caso ad esempio di spazi ampi caratterizzati da soffitti alti, travati, a volta o dipinti, spesso privi di punti luce.

Nel tempo molti designer hanno cercato di creare lampade “di sola luce” ma questo obiettivo è stato reso davvero possibile solo con l’arrivo delle nuove tecnologie.

Metro di Fabbian è esattamente questo: un segno grafico disegnato solo con la luce.

lampada Metro Fabbian

Si tratta di un nastro metallico facilmente adattabile alle esigenze dello spazio.

La sorgente luminosa a LED collocata lungo tutto il nastro, illumina l’ambiente in modo omogeneo.

Grazie ad un accessorio specifico e agli snodi sugli attacchi a muro posizionati alle estremità, il nastro può assumere un andamento lineare, spezzettato, diagonale ma anche curvilineo.

Inoltre con Metro è possibile creare una luce indiretta o diretta che può anche essere orientata su punti specifici.

lampada Metro Fabbian

La nuova collezione Metro, che include lampade da parete e da soffitto, è proposta da Fabbian nelle lunghezze di 6 e 12 metri in finitura acciaio inox.

Metro è una valida alternativa alle tesate tradizionali : più moderna ed essenziale, tecnologicamente più avanzata e poco invasiva.

Metro F49 Fabbian

Metro F49 Fabbian : un nastro di luce

Lampada Beaubien Three Positions

lampada Beaubien Three Positions

Lampada Beaubien Three Positions

Più che una lampada Beaubien Three Positions è un quadro/scultura che si illumina.

L’immagine grafica e decorativa che non nasconde i dettagli tecnici mette insieme influenze diverse:

il design industriale, il movimento Memphis, la tradizione dei paraventi giapponesi e il sapore vintage.

Beaubien Three Positions

Beaubien Three Positions

Beaubien Three Positions

Tutto questo contribuisce a creare un oggetto di design senza tempo che si inserisce perfettamente in ambienti moderni o più tradizionali.

Caratterizzata da un elegante accostamento di metalli (acciaio, alluminio e ottone), Beaubien Three Positions è una lampada multifunzionale che può essere

appoggiata a terra, ancorata al muro oppure utilizzata come sospensione.

Beaubien Three Positions fa parte della collezione di lampade Beaubien di Lambert et Fils.

Lambert et Fils

Beaubien Three Positions è realizzata da Lambert et Fils, lo studio di design con sede a Montreal fondato nel 2010 da Samuel Lambert.

Lo studio rivisita con linguaggio minimalista e con abilità artigianali i motivi iconici del Modernismo e dell’epoca industriale abbinando forme e materiali diversi.

Lampada Beaubien Three Positions

Lampada Glo di Penta: i nuovi colori 2018

lampada Glo Penta

Lampada Glo : i nuovi colori 2018

Glo progettata nel 2009 da Carlo Colombo è una delle collezioni di lampade più note di Penta.

La collezione comprende la sospensione, l’applique, la lampada da tavolo e la lampada da terra.

Qui vi mostriamo la versione a sospensione.

Il corpo illuminante è racchiuso in un diffusore sferico in vetro borosilicato che prosegue avvolgendo parte del filo elettrico.

Glo è proposta da Penta in diverse dimensioni e in tante finiture: trasparente, oro, argento, oro rosa, nero, iridescente, “4ever” e “total white”.

A queste varianti, quest’anno si aggiungono le finiture blu, verde e viola.

lampada Glo Penta

lampada Glo Penta

lampada Glo Penta

Lampada Glo

Le varianti iridescenti e ambrate sono particolarmente scenografiche per gli effetti cromatici cangianti e le riflessioni che emanano.

Grazie al design elegante e scegliendo fra le varie sfumature di colore, Glo si adatta a qualsiasi tipo di ambiente.

La sospensione Glo è particolarmente d’effetto se utilizzata in gruppi con elementi di varie dimensioni.

Lampada Glo : i nuovi colori 2018

Lampada da terra Orbit di Tim Miller

Lampada Orbit Tom Miller

Lampada da terra Orbit di Tim Miller

A tutti è capitato durante una riunione interminabile e noiosa di distrarsi scarabocchiando su un foglio di carta.

La lampada da terra Orbit del designer Tim Miller sembra nata così, da uno schizzo istintivo tracciato con il pennarello.

Lampada Orbit Tom Miller

L’espressività della lampada deriva proprio dalla semplicità del design che gioca sulla contrapposizione geometrica dei segni curvi collegati con un tratto rettilineo.

Realizzata con un tubo di acciaio Orbit incornicia in un ricciolo il globo luminoso.

Lampada Orbit Tom Miller

Lampada da terra Orbit di Tim Miller

L’intensità della luce è regolabile grazie al dimmer.

Il designer

Tim Miller è un designer americano che vive e lavora a Providence.

Dopo gli studi in scultura, il designer ha fondato il suo studio dove si dedica alla progettazione di arredi e prodotti per il settore residenziale e commerciale.

Il designer si è specializzato in design dell’arredamento presso la School of Design di Rhode Island.

Lampada da terra Orbit di Tim Miller

 

La lampada Zettel’z racconta sempre nuove storie

lampada zettelz laughing buddha

La lampada Zettel’z racconta sempre nuove storie

Zettel’z di Ingo Maurer è senza dubbio una delle più belle lampade a sospensione mai inventate.

Il lampadario è costituito da tanti foglietti di carta giapponese agganciati con semplici graffette a sottili bacchette che si innestano nella struttura di sostegno.

I fogli in dotazione con la lampada possono essere disposti a piacere e sono in parte stampati e in parte bianchi.

Quelli bianchi sono a disposizione dell’utilizzatore che è invitato a personalizzare la lampada con schizzi o messaggi personali.

Secondo Ingo Maurer “l’idea dell’origine di Zettel’z è la luce che splende attraverso le carte, accostata a poesie, messaggi – forse all’amata o all’amato – schizzi di bambini, immagini sexy, rebus misteriosi, o forse solo “Scusa sono stupido”, ricette, annotazioni personali“.

Come molte delle lampade di Ingo Maurer, i componenti di Zettel’s sono per lo più materiali poveri che acquisiscono una qualità preziosa grazie alla creatività e all’approccio giocoso del grande maestro che non si prende mai troppo sul serio.

Serissima è però la realizzazione perché Ingo Maurer detiene un controllo strettissimo su tutto il processo produttivo con un lavoro artigianale sempre verificato in prima persona.

Come un libro, ogni edizione della lampada Zettel’z con i suoi foglietti racconta una storia. Nella trama mancano però dei capitoli che sono lasciati in bianco in attesa che l’utilizzatore ci metta del suo.

Dal 1997, anno in cui la prima versione è stata lanciata, Zettel’z è stata declinata in molte edizioni a tiratura limitata.

Le ultime nate sono Zettel’z Laughing Buddha e Zettel’z Munari.

lampada zettelz laughing buddha

Zettel’z Laughing Buddha

Zettel’z Laughing Buddha rispecchia la passione di Ingo Maurer per le figure di porcellana cinese, già utilizzate in una edizione speciale di “Porca Miseria!”

Le immagini del Buddha che ride sono state scattate a Monaco per l’edizione limitata in 200 pezzi.

La lampada è dotata di 80 fogli di carta giapponese stampati su due lati.

Il tema della nuova edizione limitata di 200 pezzi Zettel’z Munari è invece l’alfabeto illustrato di Bruno Munari.

Questa edizione ha 80 fogli stampati su due lati con le immagini tratte da “Bruno Munari’s ABC”, pubblicato nel 1960.

Zettel'z Munari

Zettel’z Munari

Il tema della nuova edizione limitata di 200 pezzi Zettel’z Munari è invece l’alfabeto illustrato di Bruno Munari.

Questa edizione ha 80 fogli stampati su due lati con le immagini tratte da “Bruno Munari’s ABC”, pubblicato nel 1960.

Zettel'z Munari

Zettel’z Munari

 

L’edizione precedente a queste due recenti era stata Zettel’z 5 di cui esiste anche la versione più piccola Zettel’z 6.

zettel'z 5

zettel’z 5

Dal 2006 il modello Zettel’z 5 è disponibile anche in edizioni speciali colorate: Blushing Zettel’z e Bang Boom Zettel’z, entrambe esaurite, e Zettel’z Viva l’Italia!

lampada Zettel'z

Zettel’z Viva l’Italia

Per Ingo Maurer l’innovazione tecnologica in continua evoluzione è il mezzo per “esprimere la bellezza contemporanea di una luce capace di emozionare l’utente, risvegliandone ricordi e sensazioni“.

Se il traguardo più desiderato da tutti i designer è suscitare emozioni e innescare l’interazione fra utilizzatore e prodotto, nel caso di Zettel’z l’obiettivo è raggiunto in pieno.

Chi è Ingo Maurer

Figlio di un inventore, Ingo Maurer è un imprenditore e designer tedesco specializzato nella produzione di apparecchi illuminanti.

Dopo essersi formato come tipografo e grafico, viaggia per tre anni negli Stati Uniti dove entra in contatto con il design collaborando con aziende come IBM.

In seguito apre a Monaco di Baviera la Design M, una piccola bottega artigianale che è poi diventata l’azienda internazionale Ingo Maurer GmbH.

Nel 1966 progetta la lampada da tavolo Bulb che trasforma una semplice lampadina nella “massima sintesi tra poesia, industria e design“.

Bulb, una lampadina contenuta dentro a un volume in vetro soffiato anch’esso a forma di lampadina, è la prima manifestazione del linguaggio di Maurer.

Nelle lampade di Ingo Maurer i componenti tecnici come i fili elettrici, le lampadine e gli interruttori non sono nascosti ma diventano essi stessi elementi fondamentali del design.

Le lampade di Ingo Maurer sono talmente originali, evocative e creative da rendere impossibile qualsiasi tentativo di imitazione.

Alessandro Mendini parla di Ingo Maurer così:

“Ho sempre guardato di sfuggita le lampade di Ingo Maurer. Mi sono sempre solo detto “è un mago”.

Ma non volevo pensarci bene, non sono mai riuscito a definirlo, e perciò non ci ho pensato. Ok, Maurer da sempre disegna le lampade, si sa e si dice. Ma questo è proprio vero?

No è sbagliato. Maurer non disegna lampade come fa ogni normale e tipico designer.

Maurer “usa” le lampadine (di tutti i tipi), le combina, le strumentalizza, le monta assieme, le smonta, le divide, eccetera, per obbiettivi e finalità che non hanno direttamente a che fare con l’intenzione di “disegnare una lampada come strumento per fare luce”.

È per questo sfuggente scivolamento di obbiettivi che non ho voluto (non ho saputo) finora pensare al lavoro di Maurer.

Un fascino rimasto misterioso. Una luce non di raccoglimento, ma anzi una energia nervosa di dispersione“.

La lampada Zettel’z racconta sempre nuove storie