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Ristrutturazione #1 : perché conviene rivolgersi a un interior designer

Paola Maré Interior designer

Ristrutturazione #1 : perché conviene rivolgersi a un interior designer

Con questo articolo inauguriamo una serie di post che speriamo siano utili a chi deve ristrutturare una nuova casa.

Il prossimo articolo della serie verrà pubblicato il 27 settembre. Tornate a leggerci!


Ristrutturare la casa è da molte persone considerato un grande stress… ed è vero!!

La ristrutturazione è un’operazione complessa e articolata che necessita di molto tempo ed energia.

Il percorso comprende numerose fasi:

  • ♦ definire il progetto in base alle esigenze estetiche e funzionali e al budget disponibile
  • ♦ verificare che il progetto risponda alle normative vigenti, spesso complesse e difficili da interpretare
  • ♦ scegliere i materiali, i colori, l’illuminazione e gli arredi
  • ♦ identificare l’impresa edile più adatta a realizzare i lavori
  • ♦ presentare le eventuali pratiche necessarie per poter iniziare i lavori
  • ♦ coordinare e controllare la qualità dei lavori, attenendosi anche qui alle normative, ad esempio in termini di sicurezza
  • ♦ a fine lavori, chiudere le pratiche edilizie correttamente per dormire sonni tranquilli.

Ristrutturazione #1 : perché conviene rivolgersi a un interior designer

Nonostante la complessità di tutto il processo e lo sforzo economico messo in campo, molte persone decidono ancora di fare da sé, senza ricorrere all’aiuto di un professionista.

Una decisione di cui spesso ci si pente lungo il percorso perché, quando si affronta una ristrutturazione, i problemi in corso d’opera sono all’ordine del giorno.

In molti altri settori professionali, anche per questioni di poco conto, non ci si sognerebbe mai di fare da soli.

Sorprende quindi che nel caso di un tema complicato e molto oneroso come la ristrutturazione di una casa non tutti si affidino ad un professionista.

interior design

Non me lo posso permettere

Bisogna sfatare questo “mito”: ricorrere a un interior designer non è un lusso riservato a chi ha elevate risorse economiche e vuole una “casa di design”.

E’ una scelta che si rivela premiante per tutti, in termini di stress ma anche sul piano economico perché si fanno le scelte corrette evitando gli errori.

Se decidete di fare da soli, dovrete essere pronti a far fronte in prima persona a tutti gli aspetti che un progetto di ristrutturazione comporta.

E per procedere nel modo giusto dovrete farvi una “cultura” in un ambito che non è il vostro.

Affidandovi a un interior designer avrete un unico interlocutore esperto che coordinerà per voi tutte le fasi del progetto e le diverse professionalità che contribuiscono alla sua realizzazione.

E soprattutto non sottrarrete tempo a tutti gli altri vostri impegni.


Nei prossimi articoli approfondiremo ulteriormente l’argomento.  Il prossimo articolo della serie verrà pubblicato il 27 settembre. Tornate a leggerci!

Ristrutturazione #1 : perché conviene rivolgersi a un interior designer

Sculture fatte con i fiori : MetaFlora di Marisa Competello

MetaFlora di Marisa Competello

Sculture fatte con i fiori

Dopo un’esperienza di quasi dieci anni come stylist nel settore della moda, Marisa Competello ha deciso di cambiare rotta.

Nei fiori ha trovato la materia giusta per incanalare la sua creatività e la sua sensibilità estetica.

Dopo aver realizzato delle composizioni per gli amici, nel 2015 Marisa Competello ha aperto l’atelier MetaFlora nella Chinatown di New York per dedicarsi totalmente alla passione per i fiori.

Lo stile MetaFlora

L’approccio di Marisa Competello al floral design è artistico, simile a quello di una scultrice o di una pittrice:

i fiori diventano nelle sue mani una materia duttile che, nonostante la fragilità, può essere modificata.

MetaFlora Marisa Competello

Le composizioni spesso irriverenti riflettono una libertà creativa e un divertimento in cui nulla è vietato.

Se i vegetali non corrispondono alla sua idea, Marisa Competello li modifica tagliandoli con le forbici, li decora disegnando sulle foglie e li vernicia per ottenere dei colori non esistenti in natura.

MetaFlora Marisa Competello

Le sculture floreali assumono così un aspetto provocatoriamente innaturale che spazia dal minimalismo dell’ikebana a forme contemporanee pure e geometriche fino ad arrivare ad un’opulenza sontuosa e quasi kitch.

Le composizioni sono rese uniche spruzzando le foglie con le vernici metallizzate o piegando gli steli dei fiori in modo da creare linee grafiche che aggiungono dinamismo all’insieme.

MetaFlora Marisa Competello

Mi piacciono le cose che non sembrano fiori: piante robuste, tropicali e sexy” dice Marisa Competello.

La sperimentazione inizia infatti da una accurata selezione di fiori e vegetali:

le foglie delle palme di Bismarckia, l’anthurium rosa, i rami di melo cotogno, le palme e l’erba delle Pampas e gli uccelli del paradiso.

Sculture fatte con i fiori

Grazie al suo stile innovativo e molto personale, Marisa Competello è stata inserita dal New York Times nella classifica dei fioristi sperimentali più interessanti del momento.

Con lo studio MetaFlora, Marisa Competello ha progettato installazioni floreali per importanti marche della moda e dell’arredamento tra cui Apparatus, Nike, Creatures of the Wind, Rachel Comey e Kelly Wearstler.

Sculture fatte con i fiori

Sedie Rivulet e Uman : contaminazioni etniche

sedia Rivulet Living divani

Sedie Rivulet e Uman

Struttura formata da “bastoni” in legno a sezione tonda e intrecci:

questi sono gli “ingredienti” che, pur nella loro diversità, accomunano le sedie Rivulet e Unam.

La sedia Rivulet è stata disegnata da Junpei & Iori Tamaki per il brand Living Divani.

sedia Rivulet Living divani

Nel disegno semplice ed elegante della sedia, i sentori dell’origine orientale dei due designer di Tamaki Design Studio, l’uno nato in Giappone e l’altra a Taiwan, sono piuttosto evidenti.

Il segno particolare che caratterizza la sedia è l’intreccio decorativo che si avvolge intorno alle componenti in legno della struttura.

L’intreccio, raccordando visivamente gli elementi a sezione tonda, rende la struttura della sedia continua e leggera.

La sedia Rivulet è proposta anche con struttura in tubolare metallico nero.

sedia Rivulet Living divani

sedia Unam Very Wood

La struttura in legno della sedia Unam del designer tedesco Sebastian Herkner per il brand Very Wood è invece più complessa e articolata.

Rispetto alla sedia Rivulet, la sezione tonda delle componenti in legno qui è più generosa.

La sedia Uman appare quindi più robusta e ben piantata per terra e l’intreccio, in corda nautica o in pergamena, costruisce lo schienale.

In questa sedia l’ispirazione etnica è contaminata dalla razionalità nordica.

La sedia fa parte della collezione Uman che comprende anche una poltroncina, una poltrona lounge e un divanetto.

divanetto Unam Very Wood

Sedie Rivulet e Uman : contaminazioni etniche

Cersaie 2018 : tutto sulla fiera di Bologna

Ceramica Flaminia

Cersaie 2018 : tutto sulla fiera di Bologna

Dal 24 al 28 settembre a Bologna torna l’appuntamento annuale con Cersaie 2018, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno.

Il successo è già annunciato dal boom di registrazioni che sono state effettuate, tanto che nel mese di marzo gli spazi espositivi erano già sold out.

Vi sarà la partecipazione di un gran numero di leader del settore, come Ceramica Flaminia che porterà in fiera tutte le ultime novità aziendali.

Ceramica Flaminia a Cersaie 2018 sarà collocata presso Padiglione 30 Stand B4-D3.

Ceramica Flaminia

L’edizione di quest’anno coprirà 5 intense giornate durante le quali le aziende internazionali entreranno in contatto diretto con esperti del settore come architetti, progettisti, contractors e rivenditori.

L’obiettivo dell’evento è quello di presentare in anteprima i nuovi trend per superfici ceramiche, carte da parati, parquet, marmo e tutto ciò che fa tendenza nel mondo dell’arredobagno.

Per questa nuova edizione, Cersaie ha messo in piedi un ricco programma culturale con incontri, convegni, mostre, seminari tecnici e caffè della stampa.

Tra i protagonisti di Cersaie 2018 ci saranno Richard Rogers, Camilo Rebelo, Carla Juaçaba, Mario Botta e Guido Canali.

Per chi volesse partecipare agli incontri, sia se si tratti di un semplice visitatore che di un giornalista, è necessario richiedere previa registrazione un accredito online che consentirà di evitare la coda per la procedura di registrazione in loco.

L’accredito però non dà diritto alla prenotazione di un posto in quanto l’accesso agli incontri sarà consentito sino ad esaurimento dei posti disponibili.

La partecipazione alla fiera da parte dei professionisti del settore come iscritti all’Ordine degli Architetti e al Consiglio degli Ingegneri e dei Geometri può consentire di ottenere dei crediti formativi.

Cersaie disegna la tua casa

Cersaie 2018 non pensa solo ai professionisti ma anche a chi è semplicemente un appassionato che desidera ammodernare la propria casa.

Per questo motivo è stata confermata la sezione Cersaie disegna la tua casa.

L’evento permette ai visitatori di incontrare e chiedere consulenza gratuita ai progettisti dei più importanti periodici di interior design italiani.

Dall’incontro potranno emergere suggerimenti interessanti e consigli utili su come sistemare gli ambienti della propria casa.

Ceramica Flaminia, la storia

Ceramica Flaminia, uno degli espositori di spicco dell’intera manifestazione, è attiva dal 1955, anno in cui ha avviato la produzione di sanitari in ceramica.

Ceramica Flaminia

Nonostante un periodo di profonda crisi aziendale, durante gli anni Ceramica Flaminia non ha mai smesso di andare alla ricerca di nuove soluzioni tecniche e stilistiche e di innovazioni nei sanitari in ceramica.

Inoltre l’azienda si è dedicata anche a una gamma di prodotti destinati all’arredo di altri ambienti domestici e non.

Ceramica Flaminia ha puntato molto anche sulle collaborazioni instaurate con famosi progettisti italiani e internazionali, tra cui Alessandro Mendini e Paola Navone, lo Studio Nendo e Jasper Morrison.

Ceramica Flaminia

Cersaie 2018 : tutto sulla fiera

Piccolo rifugio a emissioni zero per vacanze essenziali

cabina nolla robin falck

Piccolo rifugio a emissioni zero per vacanze essenziali

Nella forma la cabina Nolla progettata dal designer finlandese Robin Falck assomiglia ad una grande tenda canadese.

Anche se i materiali che costruiscono la struttura garantiscono un confort maggiore rispetto a quello offerto da una tenda, lo spazio interno è pressoché lo stesso.

cabina nolla robin falck

Dentro la cabina c’è infatti spazio solo per una piccola camera da letto ed è assente il bagno, come nella tipica tradizione nordica.

Quindi, come quando si va in campeggio, il progetto è un invito a portare con sé solo l’essenziale.

Il piccolo rifugio per le vacanze è caratterizzato da un fronte panoramico completamente vetrato dal quale si può ammirare il paesaggio.

cabina nolla robin falck

 

cabina nolla robin falck

 

cabina nolla robin falck

Grazie alla sua semplice forma ad A, Nolla può essere trasportata e montata facilmente:
le parti che compongono la struttura vengono assemblate ad incastro, senza viti.

I supporti regolabili che sorreggono la cabina permettono una dislocazione anche su terreni irregolari.

La cabina è costruita in legno di abete e compensato secondo principi di sostenibilità che ne fanno una struttura a emissioni zero.

L’ energia che alimenta la cabina è rinnovabile: i pannelli solari producono l’elettricità e la stufa è alimentata con gasolio rinnovabile ricavato da rifiuti.

Piccolo rifugio a emissioni zero

La costruzione della cabina Nolla è stata commissionata da Neste, una società finlandese che si dedica allo sviluppo dell’energia rinnovabile.

A questa azienda si deve lo sviluppo del biocarburante a basse emissioni di carbonio che viene impiegato per alimentare gli impianti della cabina.

La cabina Nolla può essere affittata su Airbnb.

Piccolo rifugio a emissioni zero per vacanze essenziali