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Loft firmato Valentí Albareda ricavato in un ex negozio a Barcellona

loft Valentí Albareda

Loft firmato Valentí Albareda

Questo loft in un edificio dell’inizio del XX secolo nel quartiere di Gracia a Barcellona era in origine un vecchio negozio di manufatti di gesso.

Lo spazio al piano terra composto solo di due stanze era abbandonato da molto tempo e, a causa delle poche aperture, era praticamente buio.

Nonostante ciò, grazie alle altezze dei soffitti, alla presenza di un piccolo patio interno e ad un locale nel retro, questo spazio poteva offrire delle potenzialità interessanti per la realizzazione di un’abitazione.

Il progetto del Loft firmato Valentí Albareda.

Descrizione del progetto

Per far sì che tutte le stanze della nuova casa potessero essere raggiunte dalla luce naturale, il patio è stato ampliato eliminando la separazione fra il negozio e il retro e alcune zone del livello superiore.

Il patio è diventato così il cuore della nuova casa che è costituita da un grande living, tre stanze e due bagni.

Per ragioni di privacy, è stato mantenuto solo un unico ingresso dal retro.

La porta e la vetrina sulla strada sono state chiuse schermandole in modo che la luce potesse continuare ad entrare.

loft Valentí Albareda

loft Valentí Albareda

La zona giorno

La zona giorno su sviluppa in lunghezza:

nella prima parte l’ingresso è stato delimitato da un elemento in esili tubolari metallici bianchi che richiamano il disegno del radiatore posizionato poco più avanti.

Lo stesso disegno ricorre anche nella struttura della libreria posizionata contro alla grande muratura a mattoni a vista di fronte alla zona ingresso.

loft Valentí Albareda

Proseguendo verso il patio interno si trovano in sequenza la zona salotto e poi la zona pranzo con cucina a vista dotata di grande bancone a isola che integra anche il tavolo.

La muratura con mattoni a vista e le travi in legno del soffitto danno all’interno un sapore rustico che viene stemperato dall’eleganza del parquet posato a spina di pesce.

Nella zona cucina il parquet lascia spazio al battuto in cemento che dà una nota di modernità.

loft Valentí Albareda

Sfruttando l’altezza della zona giorno, è stato ricavato un soppalco con struttura metallica di soli 6 cm e un pavimento in legno massello, dove trova posto una stanza chiusa da una grande vetrata.

Accanto al blocco cucina, la scala che conduce al soppalco è realizzata con un “nastro” di lamiera piegata verniciata di nero.

Il mancorrente della scala (che è un elemento strutturale di appoggio della scala stessa) è un segno geometrico molto particolare che caratterizza fortemente l’ambiente.

loft Valentí Albareda

La zona cucina è illuminata da due grandi porte vetrate che si aprono sul patio pavimentato con doghe in legno.

La zona notte

Dall’altro lato del patio “abitato ” al centro da un albero, si intravvede attraverso alle vetrate la camera da letto padronale con grande testiera che riprende il parquet della pavimentazione.

loft Valentí Albareda

Il bagno privato riservato a questa camera è caratterizzato da porzioni di muratura con mattoni a vista e dalla rubinetteria in rame.

loft Valentí Albareda

Il secondo bagno è invece vivacizzato da piastrelle con decori geometrici colorati che rimandano all’epoca dell’edificio.

Loft firmato Valentí Albareda

Loft firmato Valentí Albareda ricavato in un ex negozio a Barcellona

Viaggio a New York : colazione da Tiffany

tiffany blue box café

Viaggio a New York

Nell’articolo di ieri abbiamo parlato dell’iconico Tiffany Blue, il colore che ricorre ogni qualvolta Tiffany si esprime.

Non poteva quindi fare eccezione la decorazione del ristorante Blue Box Café ospitato al quarto piano del flagship store di Tiffany, al 727 della Fifth Avenue di New York.

Nella scena iniziale del film Colazione da Tiffany, Audrey Hepburn nei panni di Holly Golightly in abito da sera nero, perle e occhiali da sole gustava croissant e caffè guardando le vetrine di Tiffany.

Se capitate a New York potete emularla stando però comodamente seduti ad uno dei tavoli del Blue Box Café.

tiffany blue box café

Il design del Blue Box Café

Il design del ristorante, che gode di una bella vista su Central Park, è il primo grande progetto di Reed Krakoff, il direttore artistico della Maison.

Nello spazio, il colore marchio di fabbrica del prestigioso brand veste i divanetti in pelle, le poltroncine intorno ai tavoli e i piatti in porcellana.

Le pareti sono in parte decorate in Tiffany Blue e in parte rivestite di lastre di pietra amazzonite che si potrebbe descrivere come la versione naturale della nuance.

Al posto dei quadri, lo spazio è decorato con delle vetrine in miniatura dove sono esposti gli oggetti del desiderio firmati Tiffany.

tiffany blue box café

Il menu, che cambia a seconda delle stagioni, include delle proposte culinarie tutte in tema con la location:

ad esempio la “Fifth Avenue Salad” con aragosta e avocado e il sandwich C.L.T. che sono le iniziali del nome di “Charles Lewis Tiffany” ma anche degli ingredienti del’insalata: Chicken, Lettuce and Tomato.

Ma il pezzo forte è una piccola torta dedicata alle occasioni speciali che è fatta come una scatola Tiffany rivestita di glassa blu lucida e completata da un grande fiocco bianco.

Viaggio a New York

Il Blue Box Café è una full immersion nell’universo Tiffany:

fare colazione qui è un po’ come essere dentro a una delle esclusive scatole che contengono gli oggetti del desiderio Tiffany.

Viaggio a New York : colazione da Tiffany nel Blue Box Café

Ristrutturazione #2 : come scegliere un interior designer

Paola Maré Interior designerRistrutturazione #2 : come scegliere un interior designer

Come promesso nel post pubblicato il 24 settembre, oggi pubblichiamo il secondo articolo della serie.

Il prossimo articolo della serie sarà online il 1° ottobre e parleremo degli errori da non fare quando si ristruttura casa.


Come in campo medico scegliete lo specialista giusto per il problema che vi assilla, così anche per una ristrutturazione o per arredare casa conviene orientarsi verso la giusta professionalità.

La materia è talmente vasta e variegata che non è detto che un architetto che progetta edifici bellissimi sia ugualmente bravo a progettare interni.

Un architetto e un interior designer hanno competenze e sensibilità diverse.

Quindi in caso di ristrutturazione o arredamento è meglio affidarsi a chi è specializzato in questo tipo di progetti.

Scegliere l’interior designer giusto per il vostro progetto è una fase delicata perché occorre stabilire con il professionista un’affinità su molti piani.

Perché si crei un rapporto di fiducia, bisogna essere sulla stessa lunghezza d’onda, anche nella relazione personale.

Il professionista deve avere la capacità di ascoltare e di mettersi nei vostri panni.

Dedicate quindi un po’ di tempo per conoscerlo e per trasmettergli le vostre esigenze e i vostri gusti.

come scegliere un interior designer

Diffidate di chi la fa troppo semplice, di chi vi dà risposte e preventivi al buio senza chiedervi nessuna informazione o di chi vi prospetta solo i lati positivi senza mettervi al corrente anche delle criticità o degli aspetti meno “divertenti”.

Tenete conto che per quanto empatico sia il professionista, per metterlo in grado di fare bene il suo lavoro dovrete dargli le informazioni necessarie.

Spesso ricevo delle mail molto stringate dove, a fronte solamente della metratura della casa, mi si chiede il compenso per il progetto e il costo della ristrutturazione.

E’ evidente che con questa sola informazione, è impossibile dare una risposta seria e attendibile.

Faccio un paio di esempi:

quando andate ad acquistare un paio di scarpe non vi limitate a chiederne un tipo qualunque ma direte al commesso il vostro numero, il colore e lo stile che desiderate (elegante o sportivo, con tacco oppure basse…), oppure gli mostrerete direttamente un paio di scarpe esposte nella vetrina.

Se si rompe l’auto, difficilmente il meccanico vi dirà al telefono il costo della riparazione senza avere informazioni.

Sicuramente vi chiederà di portare l’auto in officina perché lui possa valutare l’entità del danno.

interior design

Ritornando quindi al tema ” come scegliere un interior designer “, visto che ristrutturare una casa è decisamente più complesso e oneroso che comprare un paio di scarpe, al professionista dovrete fornire alcune informazioni.

  • ♦ La casa è molto datata, è d’epoca o è più recente, pensate ad una ristrutturazione pesante che implica lo spostamento delle murature oppure ipotizzate che si tratti solo di interventi lievi?
  • ♦ Qual è lo stato degli impianti elettrico e idraulico, qual è la condizione degli infissi e delle pavimentazioni?
  • ♦ La casa è un edificio indipendente o un appartamento in un condominio? E’ luminoso? A che piano è? C’è un cortile interno in cui può essere predisposto il cantiere?
  • ♦ E non ultimo, qual è il vostro stile, quali sono i vostri gusti, esigenze e aspettative? Siete una famiglia con dei figli oppure vivete da soli?

Tranquilli… non è necessario che voi forniate una relazione completa al professionista su tutti questi aspetti!

Basta semplicemente fissare un incontro e un sopralluogo sul posto e sarà il professionista a valutare con voi tutti questi aspetti.

Questa prima “fase conoscitiva” è gratuita.

Il sopraluogo sul posto è un momento fondamentale per il professionista perché l’architettura di interni non è solo un’attività tecnica che si fa con il cervello ma è anche (ed è questo il suo bello!) un atto creativo che coinvolge il cuore e l’istinto.

Entrare per la prima volta in una casa è, per chi ama come me questo lavoro, un momento indispensabile ed entusiasmante perché visualizzo come la casa potrà venire e le idee cominciano ad arrivare.

Per quanto riguarda gli aspetti “intangibili” come lo stile del progetto, l’interior designer vi aiuterà ad esprimerli, sottoponendovi dei “materiali di stimolo” che vi aiuteranno a chiarirvi le idee.

Infine, non scegliete l’interior designer solo in base al compenso richiesto.

La serietà, la qualità e la competenza hanno un grande valore che nel corso dei lavori vi apparirà evidente.

Ben presto vi renderete conto dell’impegno, della dedizione e delle ore di lavoro che il professionista deve dedicare al vostro progetto per gestirlo bene dalla A alla Z.

Ciò che conta quindi non è il prezzo, ma il rapporto qualità/prezzo.

Scegliete i professionisti anche sulla base di come si sono presentati, di quanta attenzione vi hanno dedicato già nella prima fase di contatto e della qualità dei progetti già da loro realizzati.

E non ultimo fatevi guidare dal feeling che avete percepito quando li avete conosciuti.

La buona notizia è che, stando attenti a questi aspetti, quando incontrerete quello giusto per voi lo saprete riconoscere!


Nel prossimo articolo della serie che sarà online il 1° ottobre parleremo degli errori da non fare quando si ristruttura casa.

Tornate a leggerci!

Ristrutturazione #2 : come scegliere un interior designer

Ristrutturazione #1 : perché conviene rivolgersi a un interior designer

Paola Maré Interior designer

Ristrutturazione #1 : perché conviene rivolgersi a un interior designer

Con questo articolo inauguriamo una serie di post che speriamo siano utili a chi deve ristrutturare una nuova casa.

Il prossimo articolo della serie verrà pubblicato il 27 settembre. Tornate a leggerci!


Ristrutturare la casa è da molte persone considerato un grande stress… ed è vero!!

La ristrutturazione è un’operazione complessa e articolata che necessita di molto tempo ed energia.

Il percorso comprende numerose fasi:

  • ♦ definire il progetto in base alle esigenze estetiche e funzionali e al budget disponibile
  • ♦ verificare che il progetto risponda alle normative vigenti, spesso complesse e difficili da interpretare
  • ♦ scegliere i materiali, i colori, l’illuminazione e gli arredi
  • ♦ identificare l’impresa edile più adatta a realizzare i lavori
  • ♦ presentare le eventuali pratiche necessarie per poter iniziare i lavori
  • ♦ coordinare e controllare la qualità dei lavori, attenendosi anche qui alle normative, ad esempio in termini di sicurezza
  • ♦ a fine lavori, chiudere le pratiche edilizie correttamente per dormire sonni tranquilli.

Ristrutturazione #1 : perché conviene rivolgersi a un interior designer

Nonostante la complessità di tutto il processo e lo sforzo economico messo in campo, molte persone decidono ancora di fare da sé, senza ricorrere all’aiuto di un professionista.

Una decisione di cui spesso ci si pente lungo il percorso perché, quando si affronta una ristrutturazione, i problemi in corso d’opera sono all’ordine del giorno.

In molti altri settori professionali, anche per questioni di poco conto, non ci si sognerebbe mai di fare da soli.

Sorprende quindi che nel caso di un tema complicato e molto oneroso come la ristrutturazione di una casa non tutti si affidino ad un professionista.

interior design

Non me lo posso permettere

Bisogna sfatare questo “mito”: ricorrere a un interior designer non è un lusso riservato a chi ha elevate risorse economiche e vuole una “casa di design”.

E’ una scelta che si rivela premiante per tutti, in termini di stress ma anche sul piano economico perché si fanno le scelte corrette evitando gli errori.

Se decidete di fare da soli, dovrete essere pronti a far fronte in prima persona a tutti gli aspetti che un progetto di ristrutturazione comporta.

E per procedere nel modo giusto dovrete farvi una “cultura” in un ambito che non è il vostro.

Affidandovi a un interior designer avrete un unico interlocutore esperto che coordinerà per voi tutte le fasi del progetto e le diverse professionalità che contribuiscono alla sua realizzazione.

E soprattutto non sottrarrete tempo a tutti gli altri vostri impegni.


Nei prossimi articoli approfondiremo ulteriormente l’argomento.  Il prossimo articolo della serie verrà pubblicato il 27 settembre. Tornate a leggerci!

Ristrutturazione #1 : perché conviene rivolgersi a un interior designer

Da carrozzeria a moderna abitazione eclettica

interno Stefania Micotti

Da carrozzeria a moderna abitazione eclettica

All’interno di un cortile di Milano, l’architetto Stefania Micotti ha ristrutturato un fabbricato su due piani che era precedentemente adibito a carrozzeria.

Nonostante la natura industriale e l’aspetto grezzo, l’edificio aveva un grande potenziale e si prestava molto bene a diventare un’abitazione.

Gli elementi architettonici tipici dei fabbricati industriali come le grandi finestre e il disegno della facciata sono stati conservati a testimonianza della precedente destinazione d’uso.

interno Stefania Micotti

All’interno, il ferro della grande trave a vista originale è stato ripreso nei nuovi infissi caratterizzati da un disegno a quadri tipico delle officine.

Nella zona cucina è stata progettata una griglia metallica verniciata di bianco che crea la struttura portante per gli arredi e gli elettrodomestici.

Inoltre la griglia salendo fino al soffitto costituisce un ancoraggio per i faretti.

interno Stefania Micotti

Per addolcire il carattere industriale dello spazio, la pavimentazione in cemento con finitura naturale del living è stata accostata nella zona cucina a piastrelle esagonali dal sapore retrò.

interno Stefania Micotti

Delle classiche piastrelle diamantate sono state invece utilizzate nel rivestimento dei bagni.

Il carattere dello spazio è stato reso più caldo e domestico con mobili realizzati su misura in una essenza chiara.

Inoltre l’arredamento è un mix eclettico di pezzi di modernariato, antiquariato e vintage.

interno Stefania Micotti

Da carrozzeria a moderna abitazione

Il ferro torna anche nella scala a chiocciola che sale al livello superiore, dove la pavimentazione della zona notte è in legno.

Da questo livello si accede al terrazzo che è parzialmente riparato da una struttura scenografica.

Da carrozzeria a moderna abitazione eclettica