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Oxidart di Ceramica Sant’Agostino : la bellezza dei metalli ossidati

oxidart iron Ceramica sant'agostino

Oxidart di Ceramica Sant’Agostino : la bellezza dei metalli ossidati

Adatto sia agli interni che agli esterni, il grès porcellanato è un tipo di rivestimento molto robusto, facile da pulire e duraturo.

A queste qualità si deve l’ampio utilizzo che se ne fa oggi nelle ristrutturazioni e nelle nuove costruzioni.

Nell’aspetto il grès porcellanato può riprodurre praticamente qualsiasi materiale:

dalla pietra al marmo, al legno, al cemento e ai metalli.

oxidart copper ceramica sant'agostino

oxidart copper ceramica sant'agostino

Ma attenzione: non c’è nulla di più infelice e freddo di un grès porcellanato che vuole imitare i materiali naturali senza riuscirci.

La bellezza e il calore dei materiali naturali è dovuta ad un’incredibile ricchezza di dettagli, sia dal punto di vista visivo che tattile.

Imitare fedelmente ciò che riesce a fare la natura è un’impresa tutt’altro che facile e solo le aziende di un certo livello possono riuscirci grazie agli investimenti nei processi artigianali di ricerca.

oxidart black ceramica sant'agostino

La collezione Oxidart

La nuova collezione Oxidart di Ceramica Sant’Agostino riesce a riprodurre in modo estremamente realistico le lastre di lamiera ossidate all’aria aperta.

Gli effetti che la reazione dell’ossigeno crea sul ferro sono ricreati con un numero elevato di facce elaborate (fino a 270 grafiche diverse nel formato 20×20), con cromatismi e con stonalizzazioni calibratissimi.

oxidart Ceramica sant'agostino

Grazie a tecniche innovative sviluppate nel proprio laboratorio, alla gestione personalizzata della stampa digitale di ultimissima generazione e all’impiego di smalti speciali, i prodotti di Ceramica Sant’Agostino replicano perfettamente nella grafica e nella materia l’effetto della lamiera ossidata con zone a riserva lucide e opache.

oxidart silver ceramica sant'agostino

Oxidart di Ceramica Sant'Agostino

Adatta sia per pavimentazioni che per rivestimenti murari in interni ed esterni, la collezione Oxidart si sviluppa dal grande formato 120×120 sino al piccolo formato 20×20.

La collezione Oxidart comprende alcune varianti:

Black, Iron, Copper e Silver a cui si aggiunge la variante decorata Patchwork.

oxidart ceramica sant'agostino

Oxidart di Ceramica Sant’Agostino : la bellezza dei metalli ossidati

Ristrutturazione #4 : errori da non fare in una ristrutturazione

Paola Maré Interior designer

Ristrutturazione #4 : errori da non fare in una ristrutturazione

Come promesso nel post del 1° ottobre, in questo articolo completiamo la lista degli errori da non fare in una ristrutturazione.

Nel prossimo articolo che sarà online l’8 ottobre parleremo di come scegliere l’impresa edile.


interior design

Voler riutilizzare tutto l’arredamento nella nuova casa

Se traslocate da una casa precedente e quindi avete già l’arredamento, un altro errore frequente è voler a tutti i costi riutilizzare tutto nella nuova casa, compresi magari anche i quadri e gli oggetti decorativi.

Non bisogna certo sprecare o comprare tutto nuovo… ma attenzione: far ruotare tutto il progetto della vostra nuova casa intorno a qualcosa di vecchio potrebbe rischiare di compromettere il risultato finale.

Se avete un tavolo o un mobile, dei quadri o una collezione di oggetti a cui tenete particolarmente, ricordatevi di farlo presente al vostro interior designer all’inizio del progetto e sentite ciò che ne pensa.

Sarà suo compito trovare la soluzione più adeguata per integrare bene questi oggetti nel nuovo spazio.

materiali

Scegliere un interior designer solo in base al compenso richiesto

La serietà, la qualità e la competenza hanno un grande valore che nel corso dei lavori vi apparirà evidente.

Ben presto vi renderete conto dell’impegno, della dedizione e delle ore di lavoro che l’interior designer deve dedicare al vostro progetto per gestirlo bene dalla A alla Z.

Ciò che conta quindi non è il prezzo, ma il rapporto qualità/prezzo.

Scegliete i professionisti anche sulla base di come si sono presentati, di quanta attenzione vi hanno dedicato già nella prima fase di contatto e della qualità dei progetti da loro già realizzati.

E non ultimo fatevi guidare dal feeling che avete percepito quando li avete conosciuti.

La buona notizia è che, stando attenti a questi aspetti, quando incontrerete l’interior designer giusto per voi, lo saprete riconoscere!

errori da non fare in una ristrutturazione

Non conoscere le normative

Terminiamo la lista degli errori da non fare in una ristrutturazione con un errore molto comune.

Non basta che il progetto vi piaccia, deve essere anche in linea con le normative.

Le leggi in materia edilizia sono molte e difficili da interpretare.

Per questo molte persone sono tentate di aggirarle ma ricordatevi che fare abusi non è mai una buona idea.

Le normative non solo danno indicazioni su come dovrà essere sviluppato il progetto ma implicano tutta una serie di adempimenti e pratiche da presentare prima, durante e dopo lo svolgimento dei lavori.


Nel prossimo articolo che sarà online l’ 8 ottobre parleremo di come scegliere l’impresa edile.

Ristrutturazione #4 : errori da non fare in una ristrutturazione

Ristrutturazione #3 : gli errori da non fare in una ristrutturazione

Paola Maré Interior designer

Ristrutturazione #3 : gli errori da non fare in una ristrutturazione

Come promesso nel post del 27 settembre, proseguiamo in questo articolo ad approfondire il tema delle ristrutturazioni.

Nel prossimo articolo che sarà online il 4 ottobre completeremo la lista degli errori da non fare quando si ristruttura casa.

gli errori da non fare in una ristrutturazione

L’architettura di interni è un’attività per cui sono necessarie molte competenze.

Ecco alcuni degli errori più frequenti in cui si rischia di incorrere:

Non cogliere tutte le potenzialità di un immobile

Chi non è del mestiere, spesso non riesce a identificare tutte le potenzialità di uno spazio.

Ciò accade soprattutto se la casa in questione è quella dove già si vive.

La famigliarità con gli spazi e l’abitudine nel viverli crea una sorta di assuefazione che porta a mantenere lo status quo.

Ricordate inoltre che spesso possono bastare delle lievi modifiche per ottimizzare gli spazi perché in un interno anche pochi centimetri possono fare una grande differenza.

Ben diverso è se vi affidate ad un professionista.

Grazie alla sua competenza ed esperienza, il professionista che entra nello spazio per la prima volta lo vede senza preconcetti da una prospettiva inedita, come se fosse un foglio bianco.

Siate quindi aperti e disponibili a valutare le proposte del designer e non precludetevi nessuna possibilità… potreste scoprire delle soluzioni a cui da soli non avreste mai pensato.

Sfruttate al massimo la sua competenza ricordando che le ristrutturazioni e il costante aggiornamento sulle soluzioni tecniche, i trend e le novità del settore sono il pane quotidiano per un interior designer.

Anche per l’arredamento, il contributo di un interior designer è prezioso perché vi proporrà le soluzioni corrette senza che voi dobbiate spendere tempo sui siti web e sui cataloghi delle aziende o negli showroom.

All’occorrenza vi potrà assistere negli acquisti in negozio e potrà anche progettare e far realizzare da artigiani di fiducia degli arredi su misura.

A proposito… molti negozi di arredamento forniscono assistenza gratuita per progettare l’arredamento, ma sappiate che le loro proposte includeranno solo le marche di cui sono distributori.

L’interior designer invece, non essendo legato a particolari aziende, ha un panorama molto più vasto del settore.

materiali

­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­Iniziare i lavori senza aver finalizzato il progetto

Spesso si pensa di poter decidere l’arredamento dopo aver ultimato la ristrutturazione.

Il progetto invece va sviluppato a 360° prima di iniziare i lavori:

ad esempio, il posizionamento degli arredi, lo studio dei percorsi, la precisa dislocazione degli elettrodomestici sono aspetti che vanno definiti in sede di progetto.

Accorgersi a lavori ultimati che servivano delle prese elettriche o dei punti luce in più è un peccato che può anche costare caro.

Come anche rendersi conto che bastava spostare una porta per sfruttare meglio una camera, che l’armadio che vogliamo non ci sta per qualche centimetro o che per vedere bene la TV il divano non può essere messo nella posizione più corretta.

Inoltre, considerate che sviluppare il progetto nel suo insieme aiuta a identificare le priorità e le voci sulle quali è meglio allocare le risorse!


Purtroppo gli errori da non fare in una ristrutturazione non sono solo o 2 di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Vi diamo quindi appuntamento al 4 ottobre dove nell’articolo completeremo la lista degli errori da non fare quando si ristruttura casa.

interior design

 

Ristrutturazione #3 : gli errori da non fare in una ristrutturazione

L’evoluzione della cartapesta entra nel mondo dell’architettura

Paper Factor

L’evoluzione della cartapesta entra nel mondo dell’architettura

La storia di Paper Factor potrebbe essere sintetizzata così:

dall’antica arte della cartapesta, passando attraverso l’esperienza del restauro, nasce un materiale innovativo molto resistente, incredibilmente leggero, flessibile e malleabile composto di cellulosa.

Detto così sembra facile… invece per mettere a punto questo nuovo materiale ci sono voluti più di 35 anni di sperimentazioni.

Come è nato Paper Factor

Siamo a Lecce in Puglia, una regione italiana ricca di tradizione artigianale.

In collaborazione con l’Università del Salento Lidiana Miotto, fondatrice del Centro Restauro Materiale Cartaceo di Lecce, perfeziona un composto di fibre di carta nel corso di decenni di attività di restauro.

Paper Factor

L’architetto Riccardo Cavaciocchi, figlio di Lidiana Miotto, intuisce le grandi potenzialità di questo materiale nell’ambito del design e dell’architettura e sviluppa nuovi metodi di produzione.

Nasce così il brand Paper Factor che ha sede a Lecce ma anche una filiale a New York.

Come spiega Riccardo Cavaciocchi

Paper Factor, brevetto industriale da oltre tre anni, è oggi un progetto ingegnerizzato. Abbiamo sviluppato nuove tecniche produttive e adesso iniziamo a lavorare anche con le nanotecnologie.

Si tratta di un processo innovativo che risponde all’esigenza, nel mondo dell’architettura e del design, di nuove forme di espressione”.

Il nuovo materiale composto di micro-fibre di carta può essere modellato in tante superfici, geometrie, colori, dimensioni e in diversi formati 2D e 3D.

Paper Factor è venduto in pannelli componibili di grandi e piccole dimensioni.

La varietà dei pattern è potenzialmente infinita:

Paper Factor può richiamare il marmo, la pietra e il legno e può avere una pelle liscia oppure segnata da solchi.

Paper Factor

Paper Factor

Il materiale può essere utilizzato non solo per rivestire pareti e soffitti, ma anche come rivestimento per oggetti di arredo.

Gli stampi possono essere realizzati su richiesta su misura, in 2d e 3d.

Paper Factor

Pur essendo già ampliamente collaudato, Paper Factor è un materiale tutto Made in Italy ancora “giovane”:

la creatività degli architetti e dei designer che si avvicinano a questo nuovo materiale contribuirà ad ampliarne ulteriormente le applicazioni.

L'evoluzione della cartapesta entra nel mondo dell'architettura

Artigianato High Tech : come viene prodotto Paper Factor?

Dopo essere stato lavorato con pigmenti naturali, l’impasto viene pressato a mano su stampi realizzati con supporti digitali e essiccato lentamente in una particolare camera di essiccazione.

I prodotti di questa lavorazione vengono poi essiccati e rifilati, calibrati e levigati sia manualmente che con macchine a controllo numerico.

L’evoluzione della cartapesta entra nel mondo dell’architettura

Ristrutturazione #2 : come scegliere un interior designer

Paola Maré Interior designerRistrutturazione #2 : come scegliere un interior designer

Come promesso nel post pubblicato il 24 settembre, oggi pubblichiamo il secondo articolo della serie.

Il prossimo articolo della serie sarà online il 1° ottobre e parleremo degli errori da non fare quando si ristruttura casa.


Come in campo medico scegliete lo specialista giusto per il problema che vi assilla, così anche per una ristrutturazione o per arredare casa conviene orientarsi verso la giusta professionalità.

La materia è talmente vasta e variegata che non è detto che un architetto che progetta edifici bellissimi sia ugualmente bravo a progettare interni.

Un architetto e un interior designer hanno competenze e sensibilità diverse.

Quindi in caso di ristrutturazione o arredamento è meglio affidarsi a chi è specializzato in questo tipo di progetti.

Scegliere l’interior designer giusto per il vostro progetto è una fase delicata perché occorre stabilire con il professionista un’affinità su molti piani.

Perché si crei un rapporto di fiducia, bisogna essere sulla stessa lunghezza d’onda, anche nella relazione personale.

Il professionista deve avere la capacità di ascoltare e di mettersi nei vostri panni.

Dedicate quindi un po’ di tempo per conoscerlo e per trasmettergli le vostre esigenze e i vostri gusti.

come scegliere un interior designer

Diffidate di chi la fa troppo semplice, di chi vi dà risposte e preventivi al buio senza chiedervi nessuna informazione o di chi vi prospetta solo i lati positivi senza mettervi al corrente anche delle criticità o degli aspetti meno “divertenti”.

Tenete conto che per quanto empatico sia il professionista, per metterlo in grado di fare bene il suo lavoro dovrete dargli le informazioni necessarie.

Spesso ricevo delle mail molto stringate dove, a fronte solamente della metratura della casa, mi si chiede il compenso per il progetto e il costo della ristrutturazione.

E’ evidente che con questa sola informazione, è impossibile dare una risposta seria e attendibile.

Faccio un paio di esempi:

quando andate ad acquistare un paio di scarpe non vi limitate a chiederne un tipo qualunque ma direte al commesso il vostro numero, il colore e lo stile che desiderate (elegante o sportivo, con tacco oppure basse…), oppure gli mostrerete direttamente un paio di scarpe esposte nella vetrina.

Se si rompe l’auto, difficilmente il meccanico vi dirà al telefono il costo della riparazione senza avere informazioni.

Sicuramente vi chiederà di portare l’auto in officina perché lui possa valutare l’entità del danno.

interior design

Ritornando quindi al tema ” come scegliere un interior designer “, visto che ristrutturare una casa è decisamente più complesso e oneroso che comprare un paio di scarpe, al professionista dovrete fornire alcune informazioni.

  • ♦ La casa è molto datata, è d’epoca o è più recente, pensate ad una ristrutturazione pesante che implica lo spostamento delle murature oppure ipotizzate che si tratti solo di interventi lievi?
  • ♦ Qual è lo stato degli impianti elettrico e idraulico, qual è la condizione degli infissi e delle pavimentazioni?
  • ♦ La casa è un edificio indipendente o un appartamento in un condominio? E’ luminoso? A che piano è? C’è un cortile interno in cui può essere predisposto il cantiere?
  • ♦ E non ultimo, qual è il vostro stile, quali sono i vostri gusti, esigenze e aspettative? Siete una famiglia con dei figli oppure vivete da soli?

Tranquilli… non è necessario che voi forniate una relazione completa al professionista su tutti questi aspetti!

Basta semplicemente fissare un incontro e un sopralluogo sul posto e sarà il professionista a valutare con voi tutti questi aspetti.

Questa prima “fase conoscitiva” è gratuita.

Il sopraluogo sul posto è un momento fondamentale per il professionista perché l’architettura di interni non è solo un’attività tecnica che si fa con il cervello ma è anche (ed è questo il suo bello!) un atto creativo che coinvolge il cuore e l’istinto.

Entrare per la prima volta in una casa è, per chi ama come me questo lavoro, un momento indispensabile ed entusiasmante perché visualizzo come la casa potrà venire e le idee cominciano ad arrivare.

Per quanto riguarda gli aspetti “intangibili” come lo stile del progetto, l’interior designer vi aiuterà ad esprimerli, sottoponendovi dei “materiali di stimolo” che vi aiuteranno a chiarirvi le idee.

Infine, non scegliete l’interior designer solo in base al compenso richiesto.

La serietà, la qualità e la competenza hanno un grande valore che nel corso dei lavori vi apparirà evidente.

Ben presto vi renderete conto dell’impegno, della dedizione e delle ore di lavoro che il professionista deve dedicare al vostro progetto per gestirlo bene dalla A alla Z.

Ciò che conta quindi non è il prezzo, ma il rapporto qualità/prezzo.

Scegliete i professionisti anche sulla base di come si sono presentati, di quanta attenzione vi hanno dedicato già nella prima fase di contatto e della qualità dei progetti già da loro realizzati.

E non ultimo fatevi guidare dal feeling che avete percepito quando li avete conosciuti.

La buona notizia è che, stando attenti a questi aspetti, quando incontrerete quello giusto per voi lo saprete riconoscere!


Nel prossimo articolo della serie che sarà online il 1° ottobre parleremo degli errori da non fare quando si ristruttura casa.

Tornate a leggerci!

Ristrutturazione #2 : come scegliere un interior designer